L'alternativa ai manager: la sfida di Milano

  • Scritto da ACT!

Non abbiamo partecipato alle primarie. Questa decisione è stata presa con convinzione. Non è derivata solo dalla fumosità del processo, dalla mancanza di certezze, o dalla competizione che via via si delineava come sempre più fallimentare, ma da una presa d’atto: l'esperienza arancione, che tanto ci aveva entusiasmato cinque anni fa, ci sembra oggi più che altro una fugace parentesi destinata a concludersi al cambiare degli interessi in gioco. E gli interessi ora in campo sono altri: un pezzo di potere, insieme a manager, prefetti, apparati si spartiscono l’Italia e vogliono che Milano segua lo stesso destino.

Un commento, però, queste primarie lo meritano, perché i risultati mostrano chiaramente un dato di fatto: l’incapacità della sinistra di essere portatrice di una chiara opzione alternativa alle politiche neoliberiste che tanto critica. Non si è avuto il coraggio di presentare da subito una lista, autonoma dal PD, all’altezza di portare avanti davvero il progetto delle Officine per Milano scritto cinque anni fa. Ci si è rifugiati nell’appoggio (neppure compatto!) a candidati di altra area, perché erano il meno peggio. Non si è stati nemmeno in grado di impedire che candidati estranei alla storia e ai valori della sinistra partecipassero alle primarie -e vincessero!

Noi non vogliamo e non possiamo  stare a guardare. Andiamo oltre quello che è stato e ci ha portato su questa strada, facciamoci i conti senza nascondere la polvere sotto il tappeto, ma andiamo avanti. 

Vogliamo quindi ripartire dai territori, coinvolgere le persone con strumenti e proposte forti. Mettere in campo alternative sui temi di ambiente, casa, diritto allo studio, accessibilità ai sistemi di cura, precarietà. Per farlo crediamo sia necessario essere compatti, aperti e accoglienti, ma allo stesso tempo intransigenti verso ogni opportunismo che conduce al fallimento. Dobbiamo, questa volta davvero, costruire un’alternativa di sinistra a partire dall'urgenza di un percorso e di una candidatura alternativa a Sala, sfida cui siamo disponibili a contribuire.

Crediamo che sia giunta l’ora di cambiare prospettiva seriamente, ponendo l’accento non sui tatticismi del potere ma sulla qualità del percorso in grado di attivare energie e liberare partecipazione, perché la nostra città non si merita di essere governata così, e in un quadro nazionale complesso, ma pieno di sfide a partire dall'imminente assemblea "cosmopolitica", Milano ha la responsabilità di tornare a essere, ancora una volta, un modello da seguire e non il problema da risolvere.

 

 

credits: immagine da Pagina 99